L’usura bancaria scatta al momento della contabilizzazione degli interessi

E’ quanto emerge dalla Sentenza 45462 della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione del 17 novembre 2015.
La Sentenza ha precisato che la concreta corresponsione degli interessi può consistere anche nell’emissione di un titolo di credito, situazione del tutto assimilabile a quella nella quale la Banca contabilizza a proprio favore la voce passiva degli interessi.
L’usura bancaria scatta al momento della contabilizzazione degli interessi. La concreta corresponsione degli interessi può anche consistere nell’emissione di un titolo di credito, situazione del tutto assimilabile a quella della contabilizzazione della Banca, a proprio favore, della voce passiva degli interessi.
La Sentenza è stata emessa in relazione ad un procedimento penale per il reato di usura aggravata, nel quale il Tribunale in primo grado aveva confermato i decreti di sequestro preventivo verso la Banca per la contabilizzazione di interessi passivi oltre il tasso soglia.
Secondo la Banca, che aveva promosso il ricorso in Cassazione, il sequestro poteva essere disposto solo se il debitore avesse effettivamente rimborsato, oltre al capitale, gli interessi oltre il tasso soglia.
La Corte di Cassazione ha decisamente smentito l’Istituto di Credito.
E vero che -si legge nella Sentenza- sebbene il reato di usura possa ritenersi consumato anche con la sola pattuizione degli interessi oltre soglia, pur tuttavia, per integrarsi il “profitto” è necessario il conseguimento di un profitto patrimoniale da parte dell’autore del fatto.
E’ altrettanto vero, però, che nel concetto di “interessi usurari concretamente corrisposti” debbono essere intesi anche quelli “eventualmente corrisposti anche mediante la consegna di titoli di credito, irrilevante essendo, invece, che questi ultimi siano stati utilizzati o riscossi, posto che tali documenti, per la loro autonomia rispetto ai diritti incorporati, possono essere comunque oggetto di misura ablatoria”.
La Banca è infatti nelle condizioni di disporre delle somme che confluiscono nel conto corrente per ridurre il proprio credito nei confronti del cliente.
Quindi, la “concreta corresponsione” degli interessi può anche consistere nell’emissione di un titolo di credito a favore della Banca, indipendentemente dal fatto che detto titolo sia stato poi utilizzato o posto all’incasso.
Tale situazione è del tutto assimilabile a quella del rapporto tra correntista e Banca laddove la banca finisce per contabilizzare a proprio favore la voce passiva degli interessi (nella specie usurari) a carico del cliente il quale si vede corrispondentemente ridurre il proprio saldo attivo, così, di fatto, essendo già posto nella condizione di poter disporre esclusivamente del saldo del proprio conto corrente decurtato degli interessi stessi.

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