La “chiusura” di Equitalia? Un’operazione di puro “maquillage” che si poteva evitare.

La chiusura di Equitalia assume sempre più i contorni di un’operazione di puro maquillage.
Nella sostanza infatti non cambierà niente.
Secondo il decreto fiscale, firmato oggi dal Presidente della Repubblica Mattarella, Equitalia infatti verrà sciolta e, a partire dal primo luglio 2017, sostituita da un ente pubblico economico denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”.
Il nuovo Ente, presieduto dal direttore dell’Agenzia delle Entrate e sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, seguirà le regole oggi esistenti.
Non cambia niente sugli  aggi (6%) che l’ente chiederà insieme agli importi dei tributi iscritti a ruolo, non cambierà niente sugli interessi, niente sulle procedure di recupero.
Unica novità (ancora da confermare),  la possibilità da parte della nuova Equitalia (si spera solo su base volontaria da parte del contribuente) di ricordare al contribuente, con un Sms, quando deve pagare le rate.

Questo è quanto trapelato. La speranza è che la “novità” si limiti a questo e non si traduca invece in comunicazioni dirette tra Ente esattore e contribuente che potrebbero trasformarsi in nuove forme di stalking fiscale.
Sarà la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione a gestire la rottamazione promessa per i contribuenti con un debito inferiore ai 100 mila euro. La stessa subentrerà anche nella titolarità di tutte le posizioni attive e passive di Equitalia, comprese le posizioni processuali.
Non ci saranno pertanto particolari novità per i contribuenti.

Il problema invece sarà rappresentato dai 7917 dipendenti (di cui 94 dirigenti) di Equitalia entrati senza concorso e contrattualizzati come bancari a fronte dei 39612 colleghi dell’agenzia (367 dirigenti) quasi tutti vincitori di un concorso pubblico e con uno stipendio molto più basso.
Altro problema potrebbe essere sul come compensare l’uscita dell’INPS da  Equitalia,  Società partecipata al 51 % dall’Agenzia delle Entrate e, appunto,  al 49% dall’INPS.

Sarà un tour de force per i tecnici di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Economia individuare in breve tempo i vari passaggi di un’operazione che, a questo punto, visti i risultati, forse si poteva evitare.


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